Fonte Allenatore.net
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lunedì 17 dicembre 2012
domenica 16 dicembre 2012
PRESSING ULTRAOFFENSIVO: I MOVIMENTI A SECONDA DEL MODULO
Il calcio moderno impone una costruzione del gioco dal basso. Il portiere quasi sempre scarica la palla sui terzini liberi, vediamo come la nostra squadra deve aggredire il portatore di palla a seconda
del modulo che adottiamo.
PRESSING ULTRAOFFENSIVO: I MOVIMENTI A SECONDA DEL MODULO
martedì 11 dicembre 2012
COME CONTRASTARE IL MODULO DELL'AVVERSARIO
L'allenatore deve preparare la prossima partita e con propri collaboratori guarda in video le ultime partite della squadra avversaria. Giusto approfondire questo aspetto, a volte però si fa confusione: ritengo che più del modulo bisogna guardare le caratteristiche dei giocatori avversari, non rientra in una mentalità vincente snaturare il proprio modulo per adeguarlo a quello degli altri.
Il concetto da proporre ai calciatori rientra nella mentalità propositiva e vincente che un allenatore deve avere, ciò non significa vincere a tutti i costi, ma cercare di inculcare una mentalità proiettata alla creazione del gioco e non alla distruzione.
Ritengo importante trasmettere ai giocatori la consapevolezza della propria forza, adeguarsi invece al modulo dell'avversario risulterebbe una mossa poco redditizia dal punta di vista psicologico, anche perchè riconosceremmo l'inferiorità rispetto all'avversario, una mentalità disfattista che non giova per niente alla nostra squadra che cercherà sempre di distruggere il gioco degli altri piuttosto che di costruirlo.
Il concetto da proporre ai calciatori rientra nella mentalità propositiva e vincente che un allenatore deve avere, ciò non significa vincere a tutti i costi, ma cercare di inculcare una mentalità proiettata alla creazione del gioco e non alla distruzione.
Ritengo importante trasmettere ai giocatori la consapevolezza della propria forza, adeguarsi invece al modulo dell'avversario risulterebbe una mossa poco redditizia dal punta di vista psicologico, anche perchè riconosceremmo l'inferiorità rispetto all'avversario, una mentalità disfattista che non giova per niente alla nostra squadra che cercherà sempre di distruggere il gioco degli altri piuttosto che di costruirlo.
COME CONTRASTARE IL MODULO DELL'AVVERSARIO
L'allenatore deve preparare la prossima partita e con propri collaboratori guarda in video le ultime partite della squadra avversaria. Giusto approfondire questo aspetto, a volte però si fa confusione: ritengo che più del modulo bisogna guardare le caratteristiche dei giocatori avversari, non rientra in una mentalità vincente snaturare il proprio modulo per adeguarlo a quello degli altri.
Il concetto da proporre ai calciatori rientra nella mentalità propositiva e vincente che un allenatore deve avere, ciò non significa vincere a tutti i costi, ma cercare di inculcare una mentalità proiettata alla creazione del gioco e non alla distruzione.
Ritengo importante trasmettere ai giocatori la consapevolezza della propria forza, adeguarsi invece al modulo dell'avversario risulterebbe una mossa poco redditizia dal punta di vista psicologico, anche perchè riconosceremmo l'inferiorità rispetto all'avversario, una mentalità disfattista che non giova per niente alla nostra squadra che cercherà sempre di distruggere il gioco degli altri piuttosto che di costruirlo.
L'allenatore deve sempre avere in mente le caratteristiche dei giocatori avversari ma deve imporre il proprio modulo a seconda del suo credo calcistico e dalle caratteristiche dei giocatori della propria squadra.
Facendo degli esempi, se la nostra squadra gioca con il 3-4-3 e la domenica dobbiamo affrontare una squadra che adotta il 4-2-3-1 l'allenatore non deve preoccuparsi come marcare le 3 mezzepunte avversarie, ma di come imporre il proprio gioco con i movimenti provati in settimana, sarà l'allenatore avversario a doversi preoccupare di come far marcare le nostre 3 punte e i nostri 2 esterni.
Il concetto da proporre ai calciatori rientra nella mentalità propositiva e vincente che un allenatore deve avere, ciò non significa vincere a tutti i costi, ma cercare di inculcare una mentalità proiettata alla creazione del gioco e non alla distruzione.
Ritengo importante trasmettere ai giocatori la consapevolezza della propria forza, adeguarsi invece al modulo dell'avversario risulterebbe una mossa poco redditizia dal punta di vista psicologico, anche perchè riconosceremmo l'inferiorità rispetto all'avversario, una mentalità disfattista che non giova per niente alla nostra squadra che cercherà sempre di distruggere il gioco degli altri piuttosto che di costruirlo.
L'allenatore deve sempre avere in mente le caratteristiche dei giocatori avversari ma deve imporre il proprio modulo a seconda del suo credo calcistico e dalle caratteristiche dei giocatori della propria squadra.
Facendo degli esempi, se la nostra squadra gioca con il 3-4-3 e la domenica dobbiamo affrontare una squadra che adotta il 4-2-3-1 l'allenatore non deve preoccuparsi come marcare le 3 mezzepunte avversarie, ma di come imporre il proprio gioco con i movimenti provati in settimana, sarà l'allenatore avversario a doversi preoccupare di come far marcare le nostre 3 punte e i nostri 2 esterni.
domenica 9 dicembre 2012
martedì 4 dicembre 2012
lunedì 3 dicembre 2012
LA STRATEGIA VINCENTE
PRE-CAMPIONATO “Il mio traguardo nel pre-campionato è riuscire a conoscere i miei giocatori e le loro potenzialità. Il mio obiettivo è scoprire chi siamo e sviluppare una personalità di squadra”.
ORGANIZZARSI “Troppe regole definiscono la leadership. Non fanno altro che rinchiuderti in una scatola… si fanno tante regole per non prendere decisioni”.
“La leadership deve essere plurale in ogni squadra, non singolare: «noi», «nostro»… non «io», «mio»…”
LA STRATEGIA VINCENTE
PRE-CAMPIONATO “Il mio traguardo nel pre-campionato è riuscire a conoscere i miei giocatori e le loro potenzialità. Il mio obiettivo è scoprire chi siamo e sviluppare una personalità di squadra”.
ORGANIZZARSI “Troppe regole definiscono la leadership. Non fanno altro che rinchiuderti in una scatola… si fanno tante regole per non prendere decisioni”.
“La leadership deve essere plurale in ogni squadra, non singolare: «noi», «nostro»… non «io», «mio»…”
COSTRUIRE LA SQUADRA “Quando assemblate un gruppo per la prima volta, non è subito una squadra.
È solo un insieme di individui”.
“Compiete una stima ed un processo di rivalutazione ogni anno. Fate girare i compiti e le responsabilità”.
STABILIRE LA DISCIPLINA “Se una squadra non riesce ad avere prestazioni di eccellenza in breve tempo, probabilmente fallirà a lungo andare”.
“La disciplina ti permette di fare quello che ti sei proposto nel miglior modo possibile e nei tempi che ti sei prefissato. E non è proprio una brutta cosa”.
LEADERHIP DINAMICA “Qualsiasi cosa faccia adesso un leader, influenzerà quello che farà
dopo”.
“I miei obiettivi devono essere degni dell’impegno della squadra”.
REGULAR SEASON “Ci sono cinque qualità fondamentali che fanno grande una squadra: comunicazione, fiducia, responsabilità collettiva, attenzione e orgoglio.
Mi piace pensare ad ognuna di esse come ad un singolo dito di un pugno. Ognuna è singolarmente importante.
Ma tutte insieme sono imbattibili”.
LAVORO DI SQUADRA “Voi formate una squadra per raggiungere quello che una persona sola non può portare a termine”.
“La fiducia condivisa è meglio della fiducia solo in se stessi”.
ALLENAMENTO E CRESCITA “Se metti una pianta in un vasetto, prenderà la forma del vaso. Ma se tu permetti alla pianta di crescere liberamente, venti vasetti non saranno in grado di tenerla”.
“Non importa quello che so, è importante quello che loro fanno sul campo”.
CAMBIARE IL NEGATIVO IN POSITIVO
“Qualche volta le avversità lavorano in vostro favore. Invece di rammaricarvi per voi stessi ed usarla come scusa, accettate la situazione e traetene il massimo vantaggio. In questo modo la squadra sviluppa capacità di recupero e condizione”.
“Non preoccupatevi di perdere. Pensate a vincere”.
GAME DAY (giorno della gara) “Ogni minuto della partita, ogni momento che precede la partita, cerco di pensare a pianificare e preparare me e i miei giocatori a qualsiasi cosa potrebbe accadere. E
questo significa mettere da parte alcune emozioni che non ci aiuterebbero a raggiungere i nostri obiettivi”.
“Il treno sta partendo proprio in questo momento. Siete tutti a bordo?”.
POST-SEASON “Come la primavera, la nostra squadra rinasce. É il periodo dell’anno dove noi non solo dobbiamo giocare nel miglior modo possibile, ma dobbiamo mettere più entusiasmo nel gioco”.
RIGENERARE E RINNOVARE “Una delle cose peggiori che si possono fare è supporre. Penso che gli sciocchi suppongano. Se davvero le persone lo capiscono insieme, non presumeranno mai
nulla. I giocatori credono, lavorano sodo e si preparano… ma non presumono”.
“Ragazzi, siamo zero a zero. Nessuna vittoria, nessuna sconfitta”.
GESTIRE UNA CRISI “Penso che Dio ci abbia dato le crisi per qualche ragione, e non è certamente per farci presupporre che si tratti sempre di qualcosa di negativo. Una crisi può essere
un importantissimo periodo di crescita di una squadra, se un leader la gestisce correttamente”.
“Un leader deve mostrare la faccia che la sua squadra ha bisogno di vedere”.
CONCENTRARSI SUL COMPITO IMMINENTE
“Credo che buona parte della leadership sia riconducibile alla capacità di cogliere l’attimo”.
“Ogni individuo del team può prendersi la responsabilità delle sue azioni”.
CELEBRARE LE TRADIZIONI “Vogliono far parte di una squadra.
Vogliono far parte di qualcosa di più grande di loro stessi. Vogliono essere in una
situazione nella quale sentono di far qualcosa per un bene più supremo”.
“Avendo tempo a disposizione, un’idea interessante potrebbe essere istituire una tradizione”
TUTTA LA STAGIONE “La stagione non finisce mai!”
PROGETTI BASILARI “È importante ricordarsi che ogni atleta è diverso, ed ha un modo differente di essere motivato”.
“Quando il nostro obiettivo sarà cercare di dare il nostro meglio, quando metteremo a fuoco la preparazione, il sacrificio e lo sforzo (invece dei numeri sul tabellone segnapunti), non perderemo mai”.
IL NUCLEO DEL CARATTERE “Con i risultati viene anche la fiducia in se stessi, e la fiducia porta credito. Deve seguire questa successione”.
“Il coraggio dá al leader la capacità di stare zitto senza di ondeggiare a seconda di dove va il vento”.
AMICIZIA “Parte dell’essere leader è immedesimarsi negli altri”.
“Fai della tua ultima partita la migliore”.
VITA “In genere, guardiamo più da vicino le cose quando si perde che non quando si vince”.
“È meglio che siate in grado di fare voi stessi quello che insegnate”.
“Quando le cose vanno male per voi e per la vostra squadra, assumetene la responsabilità. Ammettete i vostri errori ed andate avanti”.
domenica 2 dicembre 2012
L'INSERIMENTO DA DIETRO COME TATTICA PER ARRIVARE AL GOL
Come sappiamo bene, quando le difese sono schierate è difficile arrivare al gol, i nostri attaccanti sono abilmente marcati dai difensori avversari e l'unica soluzione che potrebbe far nascere un'azione pericolosa è l'aggiramento della difesa attraverso dei repentini campi di gioco al fine di trovare lo spazio libero per arrivare al cross.
Il cross in se stesso non è pericoloso se i difensori hanno una buona presa di posizione, ecco che dobbiamo differenziare 2 concetti fondamentali: 1) cross dal fondo con difesa schierata, 2) cross dal fondo con la difesa impreparata, quest'ultima soluzione si riscontra nei contropiedi o ripartenze e transizioni positive che in realtà sono la stessa cosa.
Il cross in se stesso non è pericoloso se i difensori hanno una buona presa di posizione, ecco che dobbiamo differenziare 2 concetti fondamentali: 1) cross dal fondo con difesa schierata, 2) cross dal fondo con la difesa impreparata, quest'ultima soluzione si riscontra nei contropiedi o ripartenze e transizioni positive che in realtà sono la stessa cosa.
L'INSERIMENTO DA DIETRO COME TATTICA PER ARRIVARE AL GOL
Come sappiamo bene, quando le difese sono schierate è difficile arrivare al gol, i nostri attaccanti sono abilmente marcati dai difensori avversari e l'unica soluzione che potrebbe far nascere un'azione pericolosa è l'aggiramento della difesa attraverso dei repentini campi di gioco al fine di trovare lo spazio libero per arrivare al cross.
Il cross in se stesso non è pericoloso se i difensori hanno una buona presa di posizione, ecco che dobbiamo differenziare 2 concetti fondamentali: 1) cross dal fondo con difesa schierata, 2) cross dal fondo con la difesa impreparata, quest'ultima soluzione si riscontra nei contropiedi o ripartenze e transizioni positive che in realtà sono la stessa cosa.
Nel primo caso invece, il cross dal fondo risulta poco pericolo se la difesa marca bene gli attaccanti, possiamo risolvere questo problema con i costanti inserimenti dei centrocampisti che partendo da dietro risultano immarcabili.
L'esempio più calzante è ruolo che interpreta Marchisio nella Juventus, il giocatore bianconero ha i tempi giusti per infilarsi tra le maglie dei difensori risultando spesso decisivo.
Non è facile avere i tempi giusti d'inserimento, ragion per cui bisogna allenare il giocatore maggiormente predisposto ad entrare nell'area di rigore quando il cross sta per partire.
Fin qui tutto semplice, ma non è proprio così: spesso l'inserimento del centrocampista non ha esiti positivi, dunque una zona del campo risulta scoperta, in questo caso dobbiamo già sapere cosa fare, e cioè se gli avversari ripartono velocemente dobbiamo scegliere se indietreggiare o aggredire, io consiglio sempre di aggredire anche perchè siamo in una zona alta del campo, se invece siamo nella nostra metà campo e in inferiorità numerica è meglio temporeggiare, indietreggiare e aspettare il recupero dei compagni.
Come aggrediamo? I 2 giocatori che non partecipano alla fase offensiva attaccano subito il portatore di palla, una sorta di pressing offensivo, gli attaccanti accorciano e vanno a raddoppiare costantemente, sarebbe opportuno non farsi saltare.
Oggi abbiamo parlato di inserimento del centrocampista come tattica per andare in gol e di comportamento tattico da assumere in caso di transizione negativa in zona offensiva.
Alla prossima
Il cross in se stesso non è pericoloso se i difensori hanno una buona presa di posizione, ecco che dobbiamo differenziare 2 concetti fondamentali: 1) cross dal fondo con difesa schierata, 2) cross dal fondo con la difesa impreparata, quest'ultima soluzione si riscontra nei contropiedi o ripartenze e transizioni positive che in realtà sono la stessa cosa.
Nel primo caso invece, il cross dal fondo risulta poco pericolo se la difesa marca bene gli attaccanti, possiamo risolvere questo problema con i costanti inserimenti dei centrocampisti che partendo da dietro risultano immarcabili.
L'esempio più calzante è ruolo che interpreta Marchisio nella Juventus, il giocatore bianconero ha i tempi giusti per infilarsi tra le maglie dei difensori risultando spesso decisivo.
Non è facile avere i tempi giusti d'inserimento, ragion per cui bisogna allenare il giocatore maggiormente predisposto ad entrare nell'area di rigore quando il cross sta per partire.
Fin qui tutto semplice, ma non è proprio così: spesso l'inserimento del centrocampista non ha esiti positivi, dunque una zona del campo risulta scoperta, in questo caso dobbiamo già sapere cosa fare, e cioè se gli avversari ripartono velocemente dobbiamo scegliere se indietreggiare o aggredire, io consiglio sempre di aggredire anche perchè siamo in una zona alta del campo, se invece siamo nella nostra metà campo e in inferiorità numerica è meglio temporeggiare, indietreggiare e aspettare il recupero dei compagni.
Come aggrediamo? I 2 giocatori che non partecipano alla fase offensiva attaccano subito il portatore di palla, una sorta di pressing offensivo, gli attaccanti accorciano e vanno a raddoppiare costantemente, sarebbe opportuno non farsi saltare.
Oggi abbiamo parlato di inserimento del centrocampista come tattica per andare in gol e di comportamento tattico da assumere in caso di transizione negativa in zona offensiva.
Alla prossima
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