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mercoledì 25 aprile 2012

LA REGINA DEL TORNEO DI RIVALTA E' IL BARCANOVA

Vittoria dedicata al Presidente Giorgio LOVATO

TORINO 25 APRILE 2012: Il calcio  a volte ci regala delle emozioni fantastiche, l'ultima in ordina di tempo è stata provata oggi pomeriggio con la conquista del Torneo di Rivalta. Un onore arrivare primi in una competizione dove le concorrenti prendevano il nome di Biellese, J. Stars, Ivrea, Lascaric ect.
Non è stata una vittoria facile e per questo ancora più bella.
Dopo l'esordio vittorioso contro la J. Stars per 3 a 1, è arrivato il pareggio per 1 a 1 agguantato in extremis contro la Biellese che di fatto ci ha permesso di passare il turno. Nel pomeriggio le finali contro Rivalta e Ivrea in un triangolare all'Italiana. Nella prima partita l'Ivrea ha battuto per 5 a 0 il Rivalta, la seconda partita ha visto i padroni di casa affrontare la nostra squadra, 1 a 1 il risultato finale arrivato all'ultimo secondo di gioco con un colpo di testa dello strepitoso Mennuti.
Contro l'Ivrea la partita finale dove venivano decise le prime posizioni: a loro serviva anche un pareggio per vincere il Torneo, mentre noi dovevamo solo vincere.
L'Inizio del match è stato molto esaltate, prima Granato e poi ancora Mennuti mandavano in delirio i tifosi del Barca, ma il gol dell'Ivrea che accorciava le distanze ci faceva vivere gli ultimi momenti di partita in fibrillazione.
Per fortuna la squadra ha saputo mantenere i nervi saldi e alla fine il trionfo è stato ampiamente meritato. Faccio i complimenti agli amici di Ivrea che pur perdendo la finale hanno dimostrato di saper giocare un ottimo calcio.
Faccio i complimenti ai miei ragazzi i quali hanno dato il massimo delle loro possibilità, il primo posto e la Coppa alzata al cielo a fine partita sarà un ricordo indelebile tatuato nel cuore e nella mente di ognuno di loro. Li ricordo uno per uno: Amerio, Villari, Cella, La Monaca, Granato, Messana, Giuffrida, Chipper, Camele, Marangi, Prisco, Carminati, Gambino, Wodje, Mennuti.
Ringrazio i dirigenti Tricarico, Villari, Giuffrida e Granato i quali hanno svolto un grande lavoro gestionale. Come dire, non ci può essere vittoria senza un grande Staff alle spalle. 
Vorrei dedicare questa vittoria allo Storico Presidente del BarcanovaSalus Giorgio Lovato il quale ha voluto prendersi un po' di tempo lontano dal calcio per decidere il suo futuro. Ecco, spero che questa vittoria possa essere da stimolo per riavvicinarlo nel mondo del calcio e nel suo mondo: il Barcanova.


















domenica 22 aprile 2012

BARCANOVA - VANCHIGLIA 1-3. UNO STOP INASPETTATO

Torino 22 aprile 2012 - Nel calcio le partite vengono decise dagli episodi, oggi abbiamo perso pagando caro alcuni errori individuali, ma non è nel mio stile ricercare il colpevole. Anche io avrò fatto i miei errori, a posteriori posso dire che se tornassi indietro avrei giocato in maniera diversa. Mi dispiace aver perso questa partita dopo un'imbattibilità interna durata 8 mesi.
Purtroppo non siamo stati nemmeno fortunati e al primo episodio siamo stati castigati. Alcuni ragazzi a fine gara erano visibilmente scontenti, e mi dispiace di questo perchè nel calcio è molto importante saper accettare la sconfitta e ripartire con più motivazioni di prima.
So che non posso chiedere di più a questi ragazzi, conosco perfettamente il loro livello tecnico, tattico, fisico e psicologico, mi piacerebbe però, che nelle categorie inferiore si lavorasse meglio in modo da formare un ragazzo nelle fasi sensibili dell'apprendimento, a 12 anni diventa davvero difficile migliorare alcuni aspetti coordinativi e caratteriali, ragion per cui bisogna lavorare bene con i piccoli per poi avere un gruppo di esordienti omogeneo.
Inoltre un buon giocatore di calcio, oltre ad avere una buona tecnica di base deve avere anche rispetto per i compagni, avversari e allenatore. Quando mancano queste cose evidentemente c'è qualcosa che non va,  ed è un problema che rimbalza alle famiglie che devono cercare di frenare i loro figli e insegnare loro che nella vita prima di ogni altra cosa ci vuole rispetto ed educazione.


BARCANOVA - VANCHIGLIA 1-3. UNO STOP INASPETTATO

Torino 22 aprile 2012 - Nel calcio le partite vengono decise dagli episodi, oggi abbiamo perso pagando caro alcuni errori individuali, ma non è nel mio stile ricercare il colpevole. Anche io avrò fatto i miei errori, a posteriori posso dire che se tornassi indietro avrei giocato in maniera diversa. Mi dispiace aver perso questa partita dopo un'imbattibilità interna durata 8 mesi.
Purtroppo non siamo stati nemmeno fortunati e al primo episodio siamo stati castigati. Alcuni ragazzi a fine gara erano visibilmente scontenti, e mi dispiace di questo perchè nel calcio è molto importante saper accettare la sconfitta e ripartire con più motivazioni di prima.
So che non posso chiedere di più a questi ragazzi, conosco perfettamente il loro livello tecnico, tattico, fisico e psicologico, mi piacerebbe però, che nelle categorie inferiore si lavorasse meglio in modo da formare un ragazzo nelle fasi sensibili dell'apprendimento, a 12 anni diventa davvero difficile migliorare alcuni aspetti coordinativi e caratteriali, ragion per cui bisogna lavorare bene con i piccoli per poi avere un gruppo di esordienti omogeneo.
Inoltre un buon giocatore di calcio, oltre ad avere una buona tecnica di base deve avere anche rispetto per i compagni, avversari e allenatore. Quando mancano queste cose evidentemente c'è qualcosa che non va,  ed è un problema che rimbalza alle famiglie che devono cercare di frenare i loro figli e insegnare loro che nella vita prima di ogni altra cosa ci vuole rispetto ed educazione.

sabato 21 aprile 2012

E' MOURINHO IL NUMERO 1


E' facile vincere quando si hanno le pedine più forti del mondo, quando si hanno fin troppe però, si rischia di andare in confusione come sta succedendo a Giuseppe Guardiola che tra i tanti campioni cui dispone, non sa più scegliere quali mandare in campo.

E' MOURINHO IL NUMERO 1


E' facile vincere quando si hanno le pedine più forti del mondo, quando si hanno fin troppe però, si rischia di andare in confusione come sta succedendo a Giuseppe Guardiola che tra i tanti campioni cui dispone, non sa più scegliere quali mandare in campo.


Quanto era forte il Barcellona del 4-3-3 del recente passato, i blaugrana coprivano e dominavano il campo in lungo e in largo, troppe belle le triangolazioni che avvolgevano gli avversari, davvero pericolose le famose 3 punte che s'incrociavano a meraviglia risultando immarcabili anche per la difesa più forte. E che dire delle sovrapposizioni dei terzini fluidificanti che volano sulla fascia come dei cavalli da corsa, beh, di quel Barca è rimasto veramente poco.
Ma come ha fatto Guardiola a stravolgere un'identità automatizzata negli anni? Non voglio andare indietro nel tempo, ne avrei parole da spendere, mi soffermo alla partita di stasera e alla formazione che il Signor Guardiola ha mandato in campo contro il Real: innanzitutto osservo una squadra senza attaccanti, Pedro e Sanchez vengono spediti in panchina, Mourinho ringrazierà. Per non parlare della scelta di lasciare in panchina un certo Piquè, l'unico insieme a Puyol in grado di contrastare il Real sulle palle alte.
Se la scelta degli uomini è palesemente incomprensibile, anche il modulo lascia a desiderare: Guardiola manda in campo una squadra con soli 3 difensori, tanti centrocampisti e 2 mezze punte imbavagliate dai Blancos. E senza attaccanti diventa difficile fare gol anche per una squadra come gli alzugrana.
E' un Barcellona irriconoscibile quello visto stasera al Camp Nou, serviva solo la vittoria per riaprile la Liga, ma onestamente parlando non si può vincere giocando a carte scoperte e concedendo tanti vantaggi a sua Maestà Jose Mourinho. Il portoghese a sua volta non sbaglia una mossa, la sua squadra gira come un mulino a vento conquistando la vittoria più importante dell'anno, un trionfo storico che decreta la vittoria ormai certa della Liga. Per chi avesse ancora dei dubbi, Mourinho stasera ha dimostrato per l'ennesima volta di essere il numero 1, non per niente Special One, l'ha fatto nel campo più difficile del Mondo, quello dei catalani, un bunker inespugnabile fino a stasera, dove in 90 mila pensavano di riaprire il campionato grazie alle loro stelle, ma stasera il cielo si tinge di bianco e le stelle si chiamano C. Ronaldo, Ozil e Benzema.

PALLA SCOPERTA E PALLA COPERTA


DEFINIZIONE DI PALLA COPERTA
Si parla di palla coperta è quando il calciatore in possesso è pressato
da un avversario in modo che gli venga tolto lo spazio ed il tempo
per una giocata facile o vantaggiosa per la sua squadra oppure
quando si trova in condizioni dove necessita di tempo per la giocata
(non è nella condizione di poter giocare la palla in quel preciso
momento).
All’opposto si definisce palla scoperta o palla libera quando un
avversario in possesso di palla ha tempo e spazio a disposizione per
una giocata a proprio piacimento.
Palla coperta e palla scoperta sono dei segnali visivi fondamentali
per una squadra in non possesso di palla, perché attraverso la lettura
e l’interpretazione di questa situazione una squadra può determinare
il proprio atteggiamento con dei movimenti adeguati.

PALLA SCOPERTA E PALLA COPERTA


DEFINIZIONE DI PALLA COPERTA
Si parla di palla coperta è quando il calciatore in possesso è pressato
da un avversario in modo che gli venga tolto lo spazio ed il tempo
per una giocata facile o vantaggiosa per la sua squadra oppure
quando si trova in condizioni dove necessita di tempo per la giocata
(non è nella condizione di poter giocare la palla in quel preciso
momento).
All’opposto si definisce palla scoperta o palla libera quando un
avversario in possesso di palla ha tempo e spazio a disposizione per
una giocata a proprio piacimento.
Palla coperta e palla scoperta sono dei segnali visivi fondamentali
per una squadra in non possesso di palla, perché attraverso la lettura
e l’interpretazione di questa situazione una squadra può determinare
il proprio atteggiamento con dei movimenti adeguati.









Questi atteggiamenti tattici devono tenere sempre presente i
riferimenti del gioco del calcio che sono:
Palla
Compagno
Avversario

Zona di campo occupata in riferimento alla porta.
Le variabili più importanti per i movimenti in campo sono:

TEMPO e SPAZIO
che sono i parametri principali del gioco del calcio.

OBIETTIVI
Ricordando sempre che chi va in pressione sulla palla non deve mai
farsi saltare ma eventualmente accompagnare, gli obiettivi che si
cercano in condizioni di palla coperta sono:
- fare giocare in fretta il portatore di palla avversario (giocando in
fretta si è più soggetti all’errore tecnico);
- invitare l’avversario in possesso di palla alla giocata lunga
quando si pressa abbastanza alti (traiettoria della giocata
leggibile per i difensori);
- invitare la giocata dell’avversario in una zona di campo dove si
cercherà di conquistare palla;
- dare la possibilità di fare salire la squadra con i difensori e
centrocampisti con la conseguenza di poter scalare la marcatura
in avanti e quindi avere la squadra corta;
- restringimento degli spazi, con più possibilità di conquistare
palla;

- possibilità di andare sugli appoggi vicino al portatore di palla
pressato con possibilità di attuare il pressing.
La conseguenza di questo atteggiamento può essere il fuorigioco.

SITUAZIONI DI GIOCO FAVOREVOLI ALLA
“COPERTURA” DELLA PALLA.
Dati i vantaggi che si ottengono in situazione di palla coperta,
andiamo adesso ad esaminare in quali momenti di gioco sia più
vantaggioso andare a pressare per “coprire la palla”: cioè tutte le
situazioni in cui si ha tempo e spazio per limitare le giocate
dell’avversario che sta per ricevere la palla:
- il calciatore che sta per ricevere la palla è di spalle;
- l’avversario in possesso di palla è raddoppiato;
- quando la palla è in traiettoria aerea;
- su un passaggio dell’avversario lungo e lento;
- rimessa laterale dell’avversario all’altezza della sua area di
rigore;
- su uno stop sbagliato da parte dell’avversario;
- tutte le volte che l’avversario guida la palla ed il piede
d’appoggio è distante dalla palla stessa.
PALLA LIBERA (O SCOPERTA)

La palla scoperta invece è un segnale di pericolo per la squadra che
difende, perché l’avversario in possesso di palla ha tempo e spazio a
disposizione per giocare liberamente.
Per questo motivo i suoi compagni hanno tempo a disposizione per
effettuare movimenti di smarcamento liberi di eseguire
combinazioni offensive predeterminate e difficilmente leggibili per
la difesa. In questa situazione tramutiamo questo segnale in un
atteggiamento tattico che consiste nell’indietreggiare verso la nostra
porta quando siamo in situazione di pericolo, oppure di stringere le
marcature e di effettuare la copertura quando ci si trova in superiorità
numerica.

ELASTICO DIFENSIVO
Questo atteggiamento tattico consiste nell’indietreggiare su “palla
libera” e poi avanzare contemporaneamente per mettere in fuorigioco
gli attaccanti avversari.
Le situazioni di gioco per mettere in atto “l’elastico difensivo”
sono:
1)- palla libera in zona di campo centrale;
2)- difesa molto alta.
In questa situazione c’è molto spazio dietro le spalle della linea
difensiva per cui si rischia una gara di corsa tra le linee di difesa e
uno o più attaccanti avversari su una palla giocata nello spazio
giusto.
I tempi di gioco sono determinati dall’atteggiamento degli
attaccanti avversari:

se seguono e rimangono in linea con la difesa, la difesa deve
avanzare; quando avanzare? Quando il piede d’appoggio del
possessore di palla è all’altezza della palla stessa.

CONCLUSIONI
Credo che il segnale di palla coperta e palla scoperta sia un
concetto indispensabile per l’organizzazione del gioco difensivo. E’
un segnale visivo che deve essere interpretato correttamente da chi
dirige il pacchetto difensivo e tramutato in movimenti collettivi
codificati che impegnano tutti i giocatori che si trovano dietro alla
linea della palla in fase di non possesso.
Il concetto di palla coperta e palla libera deve pertanto costituire per
l’allenatore un punto di riferimento nella didattica del gioco
difensivo.