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mercoledì 20 aprile 2011

La Salernitana vuole la terza posizione in proiezione play off


Lega Pro 1/A, Il Punto dopo la 30a giornata

Nessuna vittoria esterna e ben cinque pareggi a quattro turni dalla fine del campionato ma la sensazione è che sia quasi tutto deciso: in ballo restano due posti, uno per i playoff, l’altro per i playout. Ma andiamo con ordine.



In cima alla classifica resta ben saldo sul sellino il Gubbio di Vincenzo Torrente: finisce 1 a 1 a Pavia(i lombardi non perdono in casa da due mesi) dopo che gli umbri, una volta rimasti in inferiorità numerica per l’espulsione comminata a Caracciolo, erano andati in svantaggio (gol del neoentrato D’Errico) prima di riuscire a riequilibrare le sorti della sfida con il solito Daud. Il margine di distanza dal Sorrento passa da nove a sette punti, complice l’affermazione dei costieri all’”Italia” nel big-match di giornata contro l’Hellas Verona: basta, manco a dirlo, un gol per tempo del solito Paulinho (e fanno ventiquattro) per far tornare con i piedi per terra la truppa scaligera di Andrea Mandorlini che, grazie alla sconfitta della Reggiana a Ferrara contro laSpal, riesce comunque a mantenere la quinta piazza con un punto di margine di vantaggio.
Tornando al duello di testa tra Gubbio e Sorrento va comunque rimarcato che sabato prossimo gli umbri, in caso di vittoria e contemporanea sconfitta dei campani a Bolzano, potrebbero festeggiare la matematica promozione in B con tre giornate di anticipo. Nel derby emiliano citato poc’anzi, tornano alla vittoria i ferraresi dodici partite, quattro mesi e un allenatore dopo: decidono le reti siglate da Smit e Ghetti per gli estensi a cui risponde il solo Maritato per i granata con una marcatura che rende comunque non meno aspra la brusca frenata patita dalla squadra di Mangone in chiave playoff. Spareggi promozione che a questo punto si fanno interessantissimi, in ballo ci sono almeno sei squadre: Verona, Reggiana, Bassano, Como, Spal e Lumezzane.
Pareggio scoppiettante quello del “Mercante” che ha visto il Como accarezzare il sogno chiamato vittoria per novantatré minuti: i lariani si portano addirittura sul clamoroso 0 a 2 con la coppia gol guidata da Germinale e Maah prima di farsi raggiungere negli ultimi venti minuti da Longobardi prima e da un calcio di rigore poi trasformato da Venitucci in pieno recupero che regalano al Bassano un insperato ma meritato punto. Pari senza sussulti quello tra Lumezzane eRavenna: lo 0 a 0 finale serve più ai padroni di casa in termini di classifica, ma chi premia alla fine è la squadra ospite con i romagnoli in inferiorità numerica per oltre un tempo (rosso diretto a Sabato) che si erano presentati al “Comunale” privi di tre titolari e con tre sconfitte consecutive sul groppone.
Altro risultato in bianco e nero quello di Monza dove lo Spezia non riesce a mettere in cascina quei punti decisivi utili a garantire alla squadra di patron Volpe la permanenza in categoria senza correre il rischio di cadere nella trappola playout: per i brianzoli un punto che muove la classifica ma che paradossalmente allontana la penultima piazza vista la vittoria contemporanea al “Torre” della Paganese (sei punti nelle ultime due gare disputate davanti al proprio pubblico per gli azzurrostellati) ai danni della Cremonese (decide capitan Vicedomini su calcio di rigore) del neo allenatore Montorfano sempre più inguaiata nei bassifondi e raggiunta al quint’ultimo posto dal Pavia.
Pareggio per 1 a 1 davanti a settemila spettatori quello tra Salernitana e Alessandria: succede tutto nella ripresa con la squadra di Breda avanti grazie al solito Fabinho che viene raggiunta nel giro di dieci minuti da bomber Scappini, un gol importantissimo che consente agli uomini di Sarri di mantenere il terzo posto con due lunghezze di vantaggio proprio sui campani.
Vince, anzi, stravince infine il Pergocrema contro il Sudtirol in un antipasto di playout: il 3 a 0 finale non ammette repliche in considerazione anche del calcio di rigore fallito dagli altoatesini con Marchi (oltre al palo colpito). Una doppietta di Galli e un gol di Marconi regolano la squadra di Pellegrino che ora, per salvarsi direttamente, dovrebbe recuperare sette punti nelle prossime quattro partite a Pavia e Cremonese.
Girone A – 30esima:
RISULTATI E MARCATORI:
Bassano Virtus-Como 2-2 11′ Germinale (C), 21′ Maah (C), 72′ Longobardi (BV), 94′ rig. Venitucci (BV)
Paganese-Cremonese 1-0 22′ Vicedomini (P)
Pavia-Gubbio 1-1 69′ D’Errico (P), 75′ Daud (G)
Lumezzane-Ravenna 0-0
Spal-Reggiana 2-1 33′ Smit (S), 41′ Ghetti (S), 76′ Maritato (R)
Pergocrema-Sudtirol 3-0 24′ e 83′ Galli (P), 45′ Marconi (P)
Sorrento-Hellas Verona 2-0 55′ e 93′ Paulinho (S)
Salernitana-Alessandria 1-1 4′ Fabinho (S), 14′ Scappini (A)
Monza-Spezia 0-0
CLASSIFICA: Gubbio 59 punti; Sorrento 52; Alessandria 46; Salernitana 44; Verona 42; Reggiana 41; Spal, Lumezzane, Como e Bassano 40; Ravenna e Spezia 37; Pavia e Cremonese 35; Pergocrema 31; Sud Tirol 29; Paganese 28; Monza 25. Salernitana penalizzata di 5 punti; Alessandria e Spezia penalizzate di 2 punti. Como, Gubbio, Lumezzane, Pergocrema e Spal penalizzate di 1 punto.
PROSSIMO TURNO (sabato 23 aprile): Gubbio-Lumezzane; Spezia-Bassano Virtus; Cremonese-Monza; Como-Paganese; Alessandria-Pavia; Reggiana-Pergocrema; Ravenna-Salernitana; Sudtirol-Sorrento; Hellas Verona-Spal.

Coppa Italia: stasera Milan - Palermo

Il Milan stasera al Meazza cercherà di archiviare la pratica in vista del ritorno

LE FORMAZIONI PROBABILI
MILAN-PALERMO
Stadio "Giuseppe Meazza" di Milano, ore 20.45 di mercoledì 20/4/2011

Coppa Italia: stasera Milan - Palermo

Il Milan stasera al Meazza cercherà di archiviare la pratica in vista del ritorno

LE FORMAZIONI PROBABILI
MILAN-PALERMO
Stadio "Giuseppe Meazza" di Milano, ore 20.45 di mercoledì 20/4/2011


MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Oddo, Thiago Silva, Papastathopoulos, Antonini; Gattuso, Pirlo, Flamini; Boateng; Ibrahimovic, Cassano
PALERMO (4-3-2-1): Sirigu;  Cassani, Goian, Bovo, Balzaretti; Migliaccio, Bacinovic, Nocerino; Pastore; Pinilla, Miccoli

ARBITRO: De Marco
SQUALIFICATI: nessuno
NOTE: Diretta tv su Rai 1

Massimiliano Allegri, dopo che il suo Milan ha messo abbondantemente le mani sulla conquista dello scudetto nel turno precedente di campionato, punta decisamente anche alla finale di Coppa Italia schierando, nella semifinale d'andata di stasera al "Meazza" contro il Palermo, una formazione competitiva con poco turn-over e, soprattutto, con Pirlo dall'inizio (il centrocampista è reduce da un infortunio che lo ha tenuto lungamente fuori) e con Ibrahimovic che, squalificato in campionato (tre turni), giocherà in avanti insieme ad un Cassano in gran forma.
Il Palermo, rinfrancato dalla vittoria di sabato scorso in campionato sul terreno della Roma, giocherà probabilmente con la stessa formazione che ha sbancato l'"Olimpico" capitolino ad eccezione di Hernandez, rilevato dal "Romario del Salento" Miccoli.
Il Palermo punta alla finale di Coppa Italia e, ovviamente, alla conquista del Trofeo per potere entrare di diritto in Europa League.

martedì 19 aprile 2011

Coppa Italia, primo round all’Inter, superata la Roma per 1 a 0

Una rete di Stankovic permette all'Inter di battere la Roma


ROMA - È terminata 0-1 Roma-Inter, gara d'andata della semifinale di Tim Cup 2010-2011, giocatasi allo stadio 'Olimpico' di Roma.

Coppa Italia, primo round all’Inter, superata la Roma per 1 a 0

Una rete di Stankovic permette all'Inter di battere la Roma


ROMA - È terminata 0-1 Roma-Inter, gara d'andata della semifinale di Tim Cup 2010-2011, giocatasi allo stadio 'Olimpico' di Roma.
A confezionare il gol della vittoria per i nerazzurri Dejan Stankovic, con una perla allo scadere del primo tempo, dopo che proprio il serbo era stato penalizzato a inizio gara da una dubbia decisione arbitrale. Reti inviolate, invece, nella ripresa, nonostante le occasioni da entrambe le parti. Il ritorno si giocherà allo stadio 'Meazza' l'11 maggio.



PRIMO TEMPO - Contro la Roma, Leonardo schiera Lucio e Ranocchia come coppia di centrali difensivi davanti a Julio Cesar, con Maicon e Nagatomo laterali; a centrocampo Zanetti-Cambiasso-Stankovic, con Sneijder a supporto della coppia d'attacco Milito-Pandev.

Parte con personalità l'Inter, che al 2' cerca subito la porta con Sneijder: un pallone che Doni fa però suo senza troppi problemi. Una manciata di secondi dopo e ai nerazzurri viene fischiato un fallo inesistente di Stankovic ai danni di Juan, vanificando quindi l'azione da gol del serbo, che su assist di Cambiasso aveva la porta libera. Al 9' è poi Vucinic a sprecare una ghiottissima occasione da gol, servito da Borriello, con Julio Cesar superato, così come alto sopra la traversa finisce il sinistro del montenegrino al quarto d'ora. Al 17' hanno ancora di che lamentarsi i nerazzurri, per un tocco di mano di De Rossi in area, non ravvisato dall'arbitro. Al 21' altra occasione per l'Inter, con un colpo di testa di Lucio, ma Doni non si fa sorprendere. Al 26' Roma pericolosa con un cross dalla destra di Cassetti per Perrotta, anticipato in mezza rovesciata da Lucio. Determinante il brasiliano anche nel chiudere su Borriello al 31', mentre un minuto prima alto sopra la traversa era terminato il destro di De Rossi. Al 43' a cercare la porta c'è Sneijder, ma l'olandese spara il pallone troppo alto. Al 45' non sbaglia però Stankovic, con un gol dalla distanza, una vera e propria prodezza delle sue: servito da Cambiasso proprio come a inizio gara, il serbo porta in vantaggio l'Inter con un destro imprendibile. Dopo un minuto di recupero, termina quindi 0-1 la prima frazione di gioco tra Roma e Inter.

SECONDO TEMPO - La ripresa si apre senza cambi. Non manca il nervosismo in campo, con Vucinic che al 2' rifila una gomitata a Lucio, non vista dall'arbitro. All'8' rischia grosso la Roma: Stankovic da destra mette al centro per Pandev, il cui colpo di testa da due passi sbatte sulla schiena di Cassetti; sul rimpallo Doni esce a vuoto, Sneijder dalla sinistra rimette in mezzo: Cassetti a porta vuota anticipa Pandev spazzando via. Per un soffio, al 19', Perrotta non trova un colpo di testa vincente su cross dalla destra di Taddei. Al 26' Stankovic reclama per un altro fallo di mano di De Rossi in area. Al 34' Sneijder ci prova di sinistro, ma Doni riesce a bloccare. Roma aggressiva nel finale del secondo tempo con Vucinic, ma i nerazzurri non si lasciano sorprendere. Al 44' lancio in area per Pazzini, che conclude di destro, purtroppo addosso a Doni in uscita. Un minuto dopo c'è Maicon a fare buona guardia sull'offensiva ancora una volta di Vucinic. Dopo quattro minuti di recupero, termina 0-1 il confronto tra Roma e Inter.


ROMA-INTER 0-1

Marcatori: 45' Stankovic

Roma: 32 Doni; 77 Cassetti (33' st Rosi), 29 N. Burdisso, 4 Juan, 17 Riise; 7 Pizarro, 16 De Rossi; 11 Taddei, 20 Perrotta (28' st Simplicio), 9 Vucinic; 22 Borriello (18' st Menez)
A disposizione: 1 Lobont, 3 Castellini, 15 Loria, 33 Brighi
Allenatore: Vincenzo Montella

Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 15 Ranocchia, 55 Nagatomo; 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 5 Stankovic (44' st Mariga); 10 Sneijder; 27 Pandev (37' st Obi), 22 Milito (30' st Pazzini)
A disposizione: 12 Castellazzi, 14 Kharja, 23 Materazzi, 26 Chivu
Allenatore: Leonardo

Note. Ammoniti: 5' Taddei, 14' Maicon, 6' st Burdisso, 12' st Ranocchia, 14' st Sneijder. Recupero: pt 1, st 4.

lunedì 18 aprile 2011

Torino - Reggina 1 a 1


TORINO REGGINA SERIE B / TORINO – La serie vincente del Lerda-bis si ferma a tre. IlTorino infatti non va oltre l’uno a uno interno con la Reggina, anzi deve ringraziare il suo bomber Rolando Bianchi abile ad impattare la situazione dopo il vantaggio dei calabresi firmato Danti.

Torino - Reggina 1 a 1


TORINO REGGINA SERIE B / TORINO – La serie vincente del Lerda-bis si ferma a tre. IlTorino infatti non va oltre l’uno a uno interno con la Reggina, anzi deve ringraziare il suo bomber Rolando Bianchi abile ad impattare la situazione dopo il vantaggio dei calabresi firmato Danti.
Grazie a questo pareggio i piemontesi mantengono la quinta posizione, lasciando staccati di un punto proprio gli uomini diAtzori.
CLASSIFICA: Siena 72; Atalanta 70; Novara 60; Varese 59; Torino 51; Reggina 50; Vicenza 49; Pescara e Empoli 48; Padova, Livorno, Crotone e Modena 46; Grosseto 44; Sassuolo, Piacenza e Albinoleffe 42; Cittadella 40; Ascoli 40; Portogruaro 37; Frosinone e Triestina 34

domenica 17 aprile 2011

Mazzarri, un giorno vincerai!


Vabbè che il sogno è sempre stato forse troppo più grande della realtà, ma essere svegliati da un futuro azzurro (come spiegare la mancata esultanza di Inler?) e da un ex come GermainDenis, mai troppo amato dalla Curva B, pare davvero troppo anche per un popolo generoso come quello partenopeo.

Mazzarri, un giorno vincerai!


Vabbè che il sogno è sempre stato forse troppo più grande della realtà, ma essere svegliati da un futuro azzurro (come spiegare la mancata esultanza di Inler?) e da un ex come GermainDenis, mai troppo amato dalla Curva B, pare davvero troppo anche per un popolo generoso come quello partenopeo.
Il Napoli vede sfumare quasi tutte le speranze tricolori al cospetto di un’Udinese imprevedibile che dà una nuova svolta al suo campionato nella serata in cui era priva dei due suoi talenti Sanchez e Di Natale.
Un 2-0 che turba la giornata della Lazio, davanti ai friulani di un solo punto ed attesa al Friuli alla penultima giornata mentre il Napoli cade ancora vittima della sindrome delle sconfitte gemelle: dopo i ko all’andata ed al ritorno contro Milan e Chievo ecco anche la seconda caduta contro i bianconeri, capaci di far risaltare al meglio i limiti fisici e tattici della creatura di Mazzarri. Che sarebbe stata una brutta serata per il Napoli lo si era infatti già capito nel primo tempo, giocato sotto ritmo da una squadra parsa stanca e senza idee: d’accordo che l’Udinese era copertissima con cinque, a tratti sei centrocampisti, ma non si sono mai viste le sgroppate di Maggio e Dossena ed il resto l’hanno fatto la precaria condizione di Lavezzi e la capacità dell’Udinese di coprire e ripartire assistendo Denis a turno con Pinzi, Armero ed Asamoah.
Ospiti già vicino al gol con Denis e Pinzi nel primo tempo e poi a bersaglio al 10’ della ripresa con un destro all’angolino di Inler parso alquanto turbato dalla realizzazione: sei minuti dopo Denis, su assist di Armero, stoppa e fa secco De Sanctis per poi lasciarsi andare ad una debole esultanza. Il San Paolo si zittisce lasciando soli i propri eroi che lottano con orgoglio fino alla fine: Maggio sbatte contro la traversa, Cavani sbaglia un rigore, Mascara segna al 95’ ma è troppo tardi. Quanto basta però per guadagnarsi l’applauso del pubblico, quello che non dipende dalla vittoria di uno scudetto impossibile.
Classifica:
Milan 71
Napoli 65
Inter 63
Lazio 60
Udinese 59
Roma 53
Juventus 52
Palermo 47
Cagliari 44
Fiorentina 43
Genoa 42
Bologna (-3) 40
Chievo 39
Catania 36
Lecce 35
Parma 35
Cesena 34
Sampdoria 32
Brescia 30
Bari 21

Serie A 33esima giornata: Grande Lazio



Classifica Serie A: risale la Lazio

Classifica Serie A 2010-2011. Finisce con un tristissimo zero a zero il match clou della domenica pomeriggio tra Fiorentina e Juventus,

Serie A 33esima giornata: Grande Lazio



Classifica Serie A: risale la Lazio

Classifica Serie A 2010-2011. Finisce con un tristissimo zero a zero il match clou della domenica pomeriggio tra Fiorentina e Juventus,
mentre la Juventus si riavvicina al terzo posto grazie ad un'ottima vittoria per 4-1 a Catania. In chiave salvezza, fondamentale vittoria del Cesena, uno a zero al Bari e recupero in extremis del Lecce sul Cagliari, tre a tre, i sardi  vincevano per tre a uno. Pessima sconfitta del Brescia, tre a zero a Genova con il Genoa, mentre il Chievo lascia la zona retrocessione vincendo per due a zero su un Bologna in disarmo.

Le partite della 33esima giornata:

Roma – Palermo 2-3
Milan – Sampdoria 3-0
Parma – Inter 2-0
Catania – Lazio 1-4
Cesena- Bari 1-0
Chievo- Bologna 2-0
Genoa – Brescia 3-0
Lecce – Cagliari 3-3
Fiorentina – Juventus 0-0
Napoli- Udinese (ore 20.45)

Classifica Serie A:

Milan pt.71
Napoli pt.65*
Inter pt.63
Lazio pt.60
Udinese pt.56*
Roma pt.53
Juventus pt.52
Palermo pt.47
Cagliari pt.44
Fiorentina pt.43
Genoa pt.42
Bologna pt.40
Chievo pt.39
Catania pt.36
Parma pt.35
Lecce pt.35
Cesena pt.34
Sampdoria pt.32
Brescia pt.30
Bari pt.21
* una partita in meno

sabato 16 aprile 2011

Classifica Serie B: sorpasso Siena sull'Atalanta

Serie B 2010-2011. L'Atalanta perde in casa con l'Empoli per due a uno e perde il primo posto in classifica, superata dal Siena che ha vinto per uno a zero a Grosseto.

Classifica Serie B: sorpasso Siena sull'Atalanta

Serie B 2010-2011. L'Atalanta perde in casa con l'Empoli per due a uno e perde il primo posto in classifica, superata dal Siena che ha vinto per uno a zero a Grosseto.
Resta al terzo posti il Novara, i piemontesi non vanno oltre il due a due interno con il Piacenza, mentre il Varese pareggia per uno a uno a  Sassuolo. In coda utile vittoria per la Triestina a Portogruaro per due a uno. Lunedì il posticipo tra Torino e Reggina. domani sera Ascoli - Pescara. 
 
Risultati della 36esima giornata: 
 
Livorno - Crotone 1-2
Atalanta - Empoli 1-2
Cittadella - AlbinoLeffe 0-4
Frosinone - Padova 1-1
Grosseto - Siena 0-1
Novara - Piacenza 2-2
Portogruaro - Triestina 1-2
Sassuolo - Varese 1-1
Vicenza - Modena 1-1
Ascoli - Pescara (dom.sera)
Torino - Reggina (lun.sera) 
 
Classifica: 
 
Siena pt.72
Atalanta pt.70
Novara pt. 60
Varese pt.59
Torino pt.50*
Reggina pt.49*
Vicenza pt.49
Pescara pt.48*
Empoli pt.48
Modena pt.46
Crotone pt.46
Livorno pt.46
Padova pt.46
Grosseto pt.44
Piacenza pt.42
AlbinoLeffe pt.42
Sassuolo pt.42
Cittadella pt.40
Ascoli pt.37*
Portogruaro pt.37
Frosinone pt.34
Triestina pt.34
* una partita in meno

Rivoluzione Inter

Milano, 15 aprile 2011 -  Con l'eliminazione dalla Champions League e con le speranze scudetto ridotte a lumicino, l'Inter punterà tutto sulla Coppa Italia per non concludere la stagione a "zeru tituli".
Nell'ambiente nerazzurro il malcontento serpeggia a voce bassa: nessuno intende colpevolizzare i giocatori per le ultime prestazioni che difatti hanno allontanato la squadra da 2 obiettivi alla portata della Beneamata, il ricordo del Triplete è ancora fresco nella mente di ogni tifoso nerazzurro e la riconoscenza è un valore divino che fa parte del dna del popolo interista.
I tifosi hanno mal digerito l'eliminazione in Champions ad opera dello Schalke 04, squadra mediocre e nulla più, ma è sempre il campo che decide chi deve vincere o perdere, e obiettivamente i tedeschi non hanno rubato nulla.
L'Inter è arrivata alla sfida di Champions sfiancata come un pugile che sta per cadere al tappeto, i colpi inferti da Pato e Cassano nel derby hanno fatto troppo male, soprattutto mentalmente, dove dopo anni di supremazia i nerazzurri si sono sentiti inferiori ai cugini del Milan. E non è un caso che la squadra scesa in campo nell'andata di Champions ha perso completamente la bussola oltre che la faccia prendendo 5 schiaffi dai tedeschi, vera bestia nera dell'Inter.
Se Mourinho riusciva a proteggere la squadra tenendo lontano le tensioni che si accumulavano gioco forza in ogni partita di livello, Leonardo non ha saputo giocare le carte che aveva in mano: il brasiliano ha perso tutti gli scontri diretti da quando riveste l'incarico di allenatore, sia in veste milanista che in veste interista,  sarà un caso?
In questa stagione ci sono stati diversi errori da parte della società che non è esente da colpe: in primis il presidente Massimo Moratti che non ha saputo scegliere l'erede dello Special One. Serviva un allenatore che conosceva il calcio italiano, invece è stato portato a Milano quel Rafael Benitez che per anni ha fatto il manager nel Liverpool, vincendo sì una Champions League, ma dopo un pacco regalo firmato Ancelotti.
Moratti e Branca hanno sorvolato il calciomercato pensando che la squadra vincente dell'anno prima poteva rivincere tutto senza problemi. Purtroppo i 2 leader dell'Inter non hanno calcolato che le fortune nerazzurre erano targate Jose Mourinho e la perdita del tecnico portoghese ha lasciato un vuoto incolmabile nella struttura della squadra. Una squadra che non era la più forte, ma era la più motivata, ed alla fine la fame di successi ha pagato.
A maggior ragione il calciomercato doveva essere un gioco a scacchi: Maicon e Milito volevano il Real Madrid e tenerli ad ogni costo è stato un errore fatale. 
Il brasiliano aveva un valore di mercato importante così come l'argentino, dopo questa deludente stagione sarà difficile piazzarli a cifre esorbitanti. Una cosa è sicura, l'Inter deve ringiovanire una squadra che ha chiuso un ciclo importante coronato dalla Champions League, un trofeo che mancava da troppi anni nella bacheca dell'Inter.
Prima di scegliere i cavalli di razza che dovranno correre nel palio di San Siro bisognerà capire se sarà ancora Leonardo a guidare i nerazzurri. Moratti e Branca hanno un debole per Guardiola, ma se quest'ultimo non si libererà dal Barcellona allora si andrà avanti con il tecnico brasiliano. Mihajlovic continua ad essere monitorato dalla società di Milano: nessuno ha dimenticato il carattere del serbo e una sua scelta non dispiacerebbe.
Scelto l'allenatore bisognerà ringiovanire una squadra troppo avanti con gli anni: lasceranno l'Inter i vari Cordoba e Materazzi, ma molti altri calciatori sono sulla graticola. Chivu, Pandev, Coutinho, Mariga, Milito, Karja, e Maicon potrebbero partire.
Se la difesa può contare sull'asse centrale Ranocchia, Lucio e Samuel; sugli esterni, oltre a Nagatomo che si sta ritagliando un ottimo finale di stagione, serviranno 2 incursori di qualità: oltre a Criscito l'Inter segue Rafinha del Genoa. Moratti è in ottimi rapporti con Preziosi e lo scambio di calciatori tra le 2 società è destinato a continuare.
Ma è il centrocampo il reparto che necessita di maggiore freschezza atletica: T. Motta e Cambiasso hanno dimostrato che non possono coesistere e Zanetti non ha più il passo dei tempi migliori: l'Inter è vicinissima a Montolivo della Fiorentina ed è sulle tracce di Poli e Parolo. Sul centrosinistra i nerazzurri seguono Asamoah dell'Udinese per completare un reparto che nell'ultima stagione è stato più volte in balia degli avversari.
In avanti Sneijder dovrà trovare le giuste motivazioni per ritornare quel campione che abbiamo ammirato fino ai Mondiali sudafricani, a lui il compito di innescare le punte che dovrebbero essere Eto'o e Pazzini. Branca inoltre cercherà di portare a Milano 1 tra Tevez del City e Sanchez dell'Udinese. Quest'ultimo è il prescelto da Moratti ma l'elevato costo del suo cartellino non fa ben sperare.
La quarta punta sarà Castaignos, l'attaccante del Fayenoord di cui si dice un gran bene.

Rivoluzione Inter

Milano, 15 aprile 2011 -  Con l'eliminazione dalla Champions League e con le speranze scudetto ridotte a lumicino, l'Inter punterà tutto sulla Coppa Italia per non concludere la stagione a "zeru tituli".

giovedì 14 aprile 2011

Arrivederci Champions


I Campioni d'Europa vengono eliminati dallo Schalke 04 e abbandonano la competizione. Decisivo il match dell'andata dove i tedeschi si imposero per 2 a 5.

Gelserkinchen 13 aprile 2011 - I miracoli di solito li fa Dio, l'uomo invece cerca di compiere delle imprese che sono in linea con le sue potenzialità.

Arrivederci Champions


I Campioni d'Europa vengono eliminati dallo Schalke 04 e abbandonano la competizione. Decisivo il match dell'andata dove i tedeschi si imposero per 2 a 5.

Gelserkinchen 13 aprile 2011 - I miracoli di solito li fa Dio, l'uomo invece cerca di compiere delle imprese che sono in linea con le sue potenzialità.
Ribaltare il match dell'andata era una missione impossibile, ma la partita andava giocata ugualmente, con tanto d'impegno e di dignità.
L'ottimismo della vigilia era solo un modo per sfuggire ai giornalisti che poveretti cercano di fare il proprio lavoro con tanto di sacrifici che non sempre sono ripagati e riconosciuti dal lettore o dai vertici del giornalismo stesso tanto per capirci. E' una carriera difficile, a volte trovare una notizia è come fare un salto nel vuoto, emozionare il lettore poi è la cosa più difficile. 
Stasera chi doveva emozionare i tifosi dell'Inter erano i giocatori, ma l'eliminazione era già stata decisa a Milano, impossibile ribaltare un 2 a 5, specie per una squadra che ha 6 undicesimi fuori condizione. Ed il campo sancisce l'ennesima sentenza, Schalke in semifinale, Inter a casa a guardare le restanti partite davanti alla Tv,  distesa sul divano con una birra in mano.
A Gelserkinchen l'Inter ha provato a riaprire i giochi ma la forza d'urto nerazzurra ha fatto solo il solletico alla modesta difesa tedesca: Milito è l'ombra di quel giocatore che come un coltello tagliava le difese avversarie e bucava la porta gonfiando la rete in ogni modo, testa, piede, ginocchio, sedere. Eto'o invece ha più di 50 partite sulle gambe e nonostante tutto ha ancora energie da spendere che però non si tramutano in qualcosa di importante come il gol, almeno stasera.
Sneijder vive un anno a corrente alternata, come Milito è un giocatore da ritrovare, l'olandese ha perso lo smalto dei tempi migliori, e i tifosi dell'Inter vogliono ancora ammirare le giocate d'alta classe del genio d'Olanda.
Nel primo tempo l'Inter schiaccia lo Schalke nella propria metà campo ma non riesce a segnare quel gol che avrebbe reso meno pesante l'annunciata disfatta, quel gol che trova invece Raul allo scadere del primo tempo.
Nella ripresa Pandev rileva Stankovic e dopo pochi minuti l'Inter pareggia grazie a T. Motta che sfrutta una mischia in area tedesca. La partita ormai è segnata ma i nerazzurri vogliono tentare almeno di uscire dal campo con una vittoria. Nagatomo è l'uomo più attivo, è lui infatti a trovare il pertugio giusto per il cross, ma nè Milito nè un fantasma nerazzurro trovano l'appuntamento con il gol.
La squadra di Leonardo perde di lucidità, il centrocampo non ha più energia per filtrare le ripartenze tedesche e dopo un errore di Milito lo Schalke ribalta l'azione prendendo in controtempo tutta la difesa dell'Inter e va in gol con Howedes che trafigge J. Cesar.
Finisce così l'avventura dei nerazzurri in Europa, una sconfitta annunciata dopo la partita di andata. Per futuro c'è aria di rivoluzione, sia mentale che tecnica: via giocatori finiti come Cordoba, Materazzi, Milito, Stankovic, via gente non da Inter come Chivu, Pandev, Coutinho, Karja, Mariga, via anche gente demotivata come Maicon che sembra aver pagato a caro prezzo la mancata cessione al Real Madrid. 
Dentro invece  tanta gioventù abbinata alla qualità, c'è un centrocampo da rifondare, un attacco da ricostruire, un impianto di gioco da creare, con quale allenatore non si sa, Leonardo dovrebbe continuare anche per la prossima stagione, ma Moratti ha un sogno, portare a Milano un certo Guardiola, attuale allenatore del Barcellona.

SCHALKE 04 - INTER 2-1 (and. 5-2, tot. 7-3, qual. SCHALKE 04)
45' Raúl (S), 49' Thiago Motta (I), 81' Howedes (S)

SCHALKE 04 (4-4-2) Neuer 6,5; Uchida 6 Metzelder 6 Howedes 6,5 Sarpei 6; Baumjohann 6 (73' Draxler S.V.) Matip 6 Papadopoulos 6 Jurado 6 (86' Schmitz S.V.); Raúl 7,5 Edu 5 (77' Charisteas S.V.) (a disp. Schober, Plestan, Hao, Karimi). Allenatore: Ralf Rangnick 

INTER (4-3-1-2) Julio Cesar 6; Maicon 5,5 Lucio 5,5 Ranocchia 6 Nagatomo 6,5; Zanetti 5,5 Thiago Motta 6 Stankovic 5,5 (46' Pandev 5); Sneijder 5; Milito 4 Eto'o 5 (a disp. Castellazzi, Cordoba, Kharja, Cambiasso, Materazzi, Coutinho). Allenatore: Leonardo

Arbitro: Skomina (Slovenia; ass. Arhar e Stancin, quarto ufficiale Vincic, ass. di porta Jug e Ponis)

Ammoniti: Raúl, Papadopoulos (S), Lucio, Thiago Motta (I)

Spettatori 55 mila.


Rosario Ligato

martedì 12 aprile 2011

Operazione Gelsenkirc​hen.

Basterebbe un Inter 04 per passare il turno.
Leonardo: "Nel calcio tutto è possibile"

GELSENKIRCHEN 12 aprile 2011 - "Conoscevo Ralf Rangnick, il tecnico dello Schalke 04, anche prima della gara di andata, è tornato qui dopo un certo periodo, non è mai facile ma ha trovato subito le giuste motivazioni e ha fatto bene sia in Champions che in campionato.

Operazione Gelsenkirc​hen.

Basterebbe un Inter 04 per passare il turno.
Leonardo: "Nel calcio tutto è possibile"

GELSENKIRCHEN 12 aprile 2011 - "Conoscevo Ralf Rangnick, il tecnico dello Schalke 04, anche prima della gara di andata, è tornato qui dopo un certo periodo, non è mai facile ma ha trovato subito le giuste motivazioni e ha fatto bene sia in Champions che in campionato.
Se si è ispirato ad Arrigo Sacchi ha trovato un esempio importante per la storia del calcio", ha spiegato Leonardo nella conferenza stampa della vigilia di Schalke 04-Inter, gara valida per il ritorno dei quarti di finale di Uefa Champions League, che si giocherà domani al "Veltins Arena" di Gelsenkirchen (ore 20.45).

A Leonardo viene poi chiesto se crede nel miracolo: "Non credo nei miracoli ma nei risultati sportivi, perché nella gara di andata è successo qualcosa di strano e poi dobbiamo essere noi a creare qualcosa di affascinante. Noi non crediamo solo nel passaggio del turno ma nell'idea di fare una grande prestazione, la cosa importante sarà avere equilibrio anche se si cerca un risultato ampio, però bisogna davvero cercare la grande prestazione per arrivare al grande risultato. È importante avere tutta la rosa a disposizione: torna Lucio, non ci sarà Chivu per squalifica, ma siamo quasi al completo".

Al tecnico nerazzurro è stato poi chiesto conto delle condizioni generali della squadra: "Credo che nel gruppo ci sia lucidità, ognuno ha vissuto le sue rimonte, nel calcio e nella vita. C'è la voglia di dimostrare che quello che è successo a San Siro è fuori dal nostro andamento, dalle nostre corde. Stanno tutti abbastanza bene, la condizione generale è buona, ma poi ovviamente ci sarà da valutare alcuni problemini di singoli giocatori. Abbiamo ancora un giorno di tempo e un giorno a questi livello è tantissimo. Dove finisce la tattica e dove inizia la parte psicologica? È chiaro che l'interpretazione psicologica è importante, è un gioco fra noi che dobbiamo vincere e loro che devono giocare per non prendere quattro gol. Siamo consapevoli delle difficoltà ma non abbiamo nulla da perdere e non dimentichiamo che, all'andata, in tutti gli episodi a loro favorevoli noi siamo stati anche molto sfortunati. Che cosa dirò ai ragazzi? Non posso anticipare nulla, le cose nascono lì, non si preparano. Faremo invece una preparazione tecnica importante, poi quello che dirò verrà in modo naturale, al momento di parlare ai calciatori. Se noi pensiamo, concretamente nel calcio può succedere tutto, la squadra è consapevole, sarà una sfida molto affascinante".

Conosciamo meglio questa città tedesca: Schalke è un quartiere (Stadtteil) di Gelsenkirchen, appartenente al distretto urbano (Stadtbezirk) di Gelsenkirchen-Mitte.
Schalke è famoso per la locale squadra di calcio, lo Schalke 04. Il club, fondato nel 1904, rappresenta una città industriale che fonda le sue ricchezze sul carbone e l'acciaio. Nella storia della cittadina vi sono molte influenze straniere, soprattutto polacche.
E' un borgo di 23 mila abitanti, una sorta di Chievo Verona tedesco, ha vinto 7 scudetti e una Coppa Uefa vinta proprio ai danni dell'Inter nella finale del 1997.

La fine dell’avventura europea o l’occasione per sfatare l’ennesimo tabù?
Leonardo deve dimostrare di avere le spalle abbastanza larghe per sopportare le critiche piovutegli addosso dopo la doppia sconfitta contro Milan e tedeschi della settimana scorsa.
Come fare? Magari cercando di ottenere la prima vittoria nerazzurra tra le mura del Gelsenkirchen.
Finora l’Inter non è mai uscita vincente dagli scontri in terra tedesca contro lo Schalke e non ha mai segnato più di due reti nella stessa partita.
Alla prima assoluta nella stagione 1996/1997 il risultato fu un secco 1-0 a favore dei tedeschi.
L’occasione fu quella della finale di andata di Coppa Uefa. Wilmots regalò la vittoria allo Schalke 04 che poi portò a casa la coppa dopo la gara di ritorno a San Siro.
Il secondo scontro tra le due squadre in Germania ebbe un esito positivo per i nerazzurri.
Gli uomini di Gigi Simoni, forti della vittoria casalinga dell’andata, eliminarono lo Schalke 04 ma solo dopo essere arrivati ai tempi supplementari.
Al primo minuto dell’extra-time segnò West che rese inutile il gol siglato da Goossens nei tempi regolamentari.
I precedenti non sono dalla parte dell’Inter ma nel calcio può succedere di tutto.
Ma proprio di tutto, come testimonia il 2-5 dell’andata.
Questi i precedenti al Gelsenkirchen tra le due squadre:
Coppa Uefa 1996/1997 (Finale andata) Schalke 04-Inter 1-0
Coppa Uefa 1997/1998 (1/4 ritorno) Schalke 04-Inter 1-1 (d.t.s.)

Questa è la cronaca di una vigilia diversa per le 2 squadre: soliti discorsi di facciata da parte di Leonardo che palesa ottimismo, un segnale importante se domani si giocasse una partita a briscola, peccato però che domani si gioca a calcio e bisogna fare 4 gol senza subire nessuno, come se dall'altra sponda ci fosse il Cataforio con tutto rispetto per quest'ultima. Che sarà una missione impossibile lo sanno pure le galline, solo il Barcellona sarebbe all'altezza di quest'impresa, non l'Inter di questi tempi.
Leonardo  e i calciatori hanno vanificato tutto in soli 3 giorni: prima la sconfitta nel derby, dove i rossoneri hanno schiacciato i nerazzurri sotto ogni punto di vista, e poi 3 giorni dopo in Champions subendo 5 reti dallo Schalke 04, una squadra di belle speranze e nulla più. Se Leonardo ha le sue colpe i giocatori non sono da salvare: i vari Chivu, Zanetti, Maicon, Cambiasso, T. Motta, hanno fallito la loro prova fornendo una prestazione molto al di sotto delle loro potenzialità. 
A volte non si può fallire appuntamenti così importanti, specie quando i favori del pronostico pendono dalla parte giusta, Inter-Schalke è stata la più vergognosa partita nerazzurra dell'ultimo lustro. Che Jose Mourinho faceva la differenza lo sapevano in tanti, oggi lo sanno in tantissimi.
Gli errori dell'Inter nascono da luglio quando si doveva fare una rivoluzione cedendo i demotivati Maicon e Milito al Real Madrid e puntare su altre pedine con fame di successo, e se pensiamo che Cavani è stato rifiutato per 14 milioni di euro mi viene la pelle d'oca.
La fame di successo prevale sempre su ogni cosa: lo dimostra il Milan che guida il campionato, lo dimostra il Napoli di Mazzarri che è a soli 3 punti dalla capolista, lo dimostra l'Inter, che, sazia del triplete dello scorso anno, ha perso tutto nel momento più importante della stagione dove sono venute meno le energie mentali per lottare e combattere ad alti livelli.
E quando Maicon non corre, Zanetti arranca, Eto' e Sneijder non tornano, Chivu gioca con gli altri, non hai dove andare.
Domani sarà la partita dai mille rimpianti, dalle lacrime amare, dei se e dei ma, purtroppo non si può tornare indietro e alla fine in semifinale ci andrà il Chievo di Germania. Fa rabbia uscire contro una squadra così scadente come lo Schalke, il popolo interista non ci sta, ben vengano le sconfitte contro Barcellona, Real, Chelsea, Manchester Utd, farebbero meno male, non lascerebbero strascichi, invece domani ci toccherà una notte insonne, colpa di una squadra composta da gente strapagata che non ha più voglia di rincorrere un pallone. 
Ed ora che Branca si svegli e faccia un calciomercato all'altezza di questa squadra altrimenti gli anni d'oro Mourinho saranno solo un ricordo lontano.

La squadra di domani: I nerazzurri recuperano Lucio, squalificato nella gara d'andata; Leonardo potrà contare anche su Sneijder e Kharja, in forse dopo l'impegno di campionato contro il Chievo. Il tecnico brasiliano ha convocato ventidue calciatori; questo l'elenco riportato sul sito ufficiale della società nerazzurra. 

Portieri: 1 Julio Cesar, 12 Luca Castellazzi, 21 Paolo Orlandoni;

Difensori: 2 Ivan Cordoba, 4 Javier Zanetti, 6 Lucio, 13 Maicon, 15 Andrea Ranocchia, 23 Marco Materazzi, 25 Walter Samuel, 55 Yuto Nagatomo;

Centrocampisti: 5 Dejan Stankovic, 8 Thiago Motta, 10 Wesley Sneijder, 14 Houssine Kharja, 17 MacDonald Mariga, 19 Esteban Cambiasso, 20 Joel Obi, 29 Philippe Coutinho;

Attaccanti: 9 Samuel Eto'o, 22 Diego Milito, 27 Goran Pandev.

Nello Schalke il tecnico Rangnick sembra orientato a confermare l'undici che ha trionfato all'andata, con la sola eccezione di Draxler al posto dello squalificato Farfán.

Questi i possibili schieramenti: 

Schalke 04 (4-4-2) Neuer, Uchida, Howedes, Matip, Sarpei, Draxler, Papadoupoulos, Jurado, Baumjohann, Edu, Raul. All. Rangnick.

Inter (4-3-1-2): Julio Cesar, Nagatomo, Lucio, Ranocchia, Maicon, Zanetti, Thiago Motta, Cambiasso, Snejder, Eto'o, Milito. All. Leonardo.

La partita sarà finalmente trasmessa su Rai 1, una piccola ricompensa per chi paga ancora il canone,  ma chi vive in una zona d'ombra dove solo col il satellite si riesce a guardare un po' di televisione la partita sarà criptata e si potrà vedere solo con decoder abilitati o antenna analogica. Questa è l'Italia.